lunedì 27 aprile 2026

Oman : le case dei lucchetti


Disperse tra le montagne del Jebel Harim, in Oman, si ergono le "Bait al Qifl" (case dei lucchetti), case tradizionali che sembrano scolpite nella roccia stessa. Spesso raggiungibili solo attraverso sentieri tortuosi, le "Bait al Qifl” sono chiamate così per il complesso meccanismo di chiusura. Queste case sono costruite con i materiali che la montagna offre: pietre grezze, argilla e legno robusto. Il pavimento si trova a circa un metro sotto il livello della porta di ingresso e i letti e la zona pranzo, sono realizzati su piattaforme rialzate. I mobili e le giare di terracotta riempite di acqua - che in questi luoghi è preziosa come i diamanti - vengono posti dentro l'abitazione prima che sia realizzato il tetto, in modo che durante la stagione estiva, quando le case sono lasciate vuote, nessuno possa saccheggiarle. Le pareti costruite con pietre che raggiungono anche un metro di spessore, garantiscono un isolamento naturale, mantenendo le case fresche durante le torride estati omanite e calde nelle fredde notti invernali. L'argilla, impastata con paglia e acqua, funge da legante, creando una malta resistente che sigilla le fessure e protegge dalle intemperie. Il legno viene utilizzato per le porte e le travi del tetto che poi viene ricoperto di fango. L’architettura è semplice e funzionale. Le case, composte da una o più stanze, sono disposte attorno a un cortile interno che funge da spazio comune. Il tetto, piatto viene utilizzato per essiccare i prodotti agricoli e per riposare durante le calde notti estive. Ma l'elemento più caratteristico delle "Bait al Qifl" sono i loro robusti lucchetti in ferro, che chiudono le porte d’ingresso. Questi lucchetti, spesso di grandi dimensioni e finemente lavorati, non sono solo un simbolo di sicurezza, ma anche un'opera d'arte. Le loro forme elaborate, che richiamano motivi geometrici e floreali, testimoniano l'abilità degli artigiani locali. Ogni lucchetto è unico, un pezzo di storia che racconta la vita e le tradizioni degli abitanti del Jebel Harim.

mercoledì 18 marzo 2026

Il cavallo arabo e la leggenda beduina


Intorno alla nascita del cavallo arabo sono state tramandate leggende molto affascinanti: secondo gli arabi fu Allah che, con una manciata di Vento del Sud, diede vita al Purosangue Arabo, ma esiste anche una leggenda beduina che racconta l’origine di questi purosangue.

Re Salomone, figlio di Davide,  era così innamorato delle sue giumente che, per ammirarle, si scordò dell’ora della preghiera al suo Dio. Per espiare il peccato commesso ordinò di ucciderle tutte, ma da questo massacro si salvarono cinque femmine, una di queste gravida partorì un maschio, capostipite della razza. Con i nomi attribuiti alle cinque cavalle si volle descrivere le loro qualità: Koheilan dagli stupendi occhi neri come quelli delle ragazze che usavano truccarsi con il “Kajal”. Obeyan che portava la coda così orgogliosa e alta come il mantello dei beduini “Abaya”. Dahman con il pelo molto scuro “Duhm”. Shuwaimeh con una voglia “Shama”, la cosiddetta “macchia del Profeta” venuta dal sangue versato durante una fuga del Profeta ferito sul collo dalla cavalla. Salgawieh che possedeva al galoppo un’andatura gioiosa e impulsiva “Sagla”. Nacquero così le cinque più importanti famiglie del Purosangue Arabo.


https://www.fieracavalli.it/it/top-news-cavallo-arabo/il-cavallo-arabo-tra-mito-e-realta





mercoledì 18 febbraio 2026

Auguri Ramadan in diverse lingue


Le nazioni a maggioranza musulmana hanno diversi modi per far gli auguri per il Ramadan anche in funzione delle loro lingue native. "Ramadan Mubarak" e "Ramadan Kareem" sono i saluti più comuni scambiati in questo periodo, che augurano rispettivamente al destinatario un mese benedetto o generoso.

                                 19 febbraio 2026 inizio Ramadan

                              Ramadan Mubarak a tutti i musulmani