sabato 29 maggio 2010

La Grande Moschea di Djenné


La Grande Moschea di Djenné, nel Mali, ricostruita ai primi del 900 sui resti di quella precedente, rappresenta uno splendido esempio di architettura sahariana ed è il più grande edificio al mondo costruito in terra. Data la scarsità di pietre da costruzione, in Africa Occidentale i grandi edifici venivano costruiti impastando il fango su dei tralicci di legno le cui estremità lasciate all'esterno, servono ancora oggi per effettuare il restauro dopo le grandi piogge. Infatti, solo grazie a questi appigli è possibile riparare i buchi e le crepe causati dall’acqua. Il restauro avviene agli inizi di marzo (sono gli anziani a fissare il giorno esatto , in base alla consistenza del fango depositato dalle piene del Niger) ed è l’occasione per una festa che dura due giorni e che coinvolge l’intera popolazione: tutti gli abitanti di Djenné si mobilitano per recuperare la sabbia bagnata, trasportarla con carretti di legno, impastare coi piedi l’argilla, creare lunghe catene umane per portare i panieri colmi di fango fino alla cima della moschea. E’ un rituale affascinante che si rinnova ogni anno, uguale a se stesso, tra canti, preghiere e gioiosi inni ad Allah. Ai piedi dell'imponente moschea si svolge il grande e colorato mercato. Oggi l’interno della grande moschea è precluso ai non musulmani.

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domenica 2 maggio 2010

Il sapone di Aleppo



Nel fascinoso e caleidoscopico suq di Aleppo molti sono i negozi che vendono, insieme alle spezie più pregiate, il tradizionale sapone all’olio di oliva. Nel corso dei millenni questo prodotto si è diffuso non solo in tutto il Medio Oriente, ma anche nel nord Africa, in Europa, in sud America ed in Giappone. Già le grandi regine del passato come Cleopatra, Nefertiti, Sheba e Zenobia, amavano detergere il proprio corpo con il sapone proveniente dalla città siriana. È un prodotto unico, composto per il 90% da olio d’oliva e per il rimanente 10% da olio di bacche di alloro e viene realizzato artigianalmente secondo il metodo tradizionale. Non tutti i saponi tuttavia vengono prodotti allo stesso modo. La qualità più antica che è la migliore e quindi anche la più costosa, viene fatta stagionare per ben 8 anni; poi ci sono i saponi stagionati solo per 3 anni, consigliati per la detersione del corpo e dei capelli, mentre i saponi più economici, sono lasciati essiccare solo per 3 mesi e sarebbe opportuno usarli solo per le mani. La lavorazione dura quattro mesi, inizia a novembre, dopo il raccolto delle olive, e termina a marzo. L'olio di oliva viene prima cotto molto lentamente per più giorni in un paiolo aggiungendo soda estratta dal sale marino. Alla fine della cottura, quando la pasta è pronta, viene arricchita con olio di bacche di alloro. Dopo la colatura e a raffreddamento, il sapone, ancora verde, viene tagliato manualmente a forma cubica, marchiato con il timbro del produttore e messo a essiccare all'aria. Come riconoscerne la qualità? Quando vengono tagliati a metà i saponi stagionati presentano un bordo marrone e un cuore dall’intensa tonalità verde scuro, mentre i meno stagionati hanno ovunque una colorazione omogenea verde chiaro. Il suo uso regolare non secca la pelle, ma la mantiene morbida ed idratata. Inoltre, l'olio di alloro (l'elemento profumante del sapone di Aleppo) ha virtù toniche e stimolanti. L'assenza di coloranti, di profumi di sintesi e di additivi chimici è la miglior garanzia contro le allergie o altre aggressioni che potrebbe subire la pelle con l'uso di un sapone industriale. Il sapone d'Aleppo, infine, ha una virtù sconosciuta o dimenticata in Occidente, ma conosciuta da tutti in Oriente: è un antitarme dalla grandissima efficacia. E' per questo che gli abitanti di Aleppo ne mettono alcuni panetti negli armadi, in modo da tenere lontane le tarme.

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