giovedì 1 gennaio 2009

Strumenti musicali arabi


Nella danza orientale, inizialmente erano il battito delle mani, lo schioccare delle dita e il canto, gli unici accompagnamenti musicali. In seguito nacquero strumenti a percussione seguiti da quelli melodici , dapprima suonati dalle stesse danzatrici, poi quando questi divennero più complessi fu necessario ricorrere a un gruppo di suonatori. In questa danza diversi sono gli strumenti usati.
LAUD (Al Ud) ( fig 1) é lo strumento più noto ed importante della musica Araba. Di derivazione del più antico strumento persiano,chiamato "Barbat", l’ "Ud" che letteralmente significa legno, assume questo nome quando fu adottata la tavola armonica in legno in sostituzione di quella originaria in pergamena. Tra l’VIII ed il X secolo aveva solo quattro corde che rappresentavano i quattro elementi fondamentali della natura: fuoco, acqua, terra e aria. Nel XV secolo il numero delle corde aumentò a sei. Conosciuto anche dagli antichi Egizi, Assiri, Cinesi e Persiani, oggi è l’unico strumento capace di seguire tutte le melodie è’ il principe degli strumenti musicali e simbolo della musica araba moderna e tradizionale. Preferito dai compositori, accompagna normalmente i cantanti solisti.
ZAGAT o cimbali ( fig 2) è uno strumento formato da due paia di piattini metallici, ciascuno di 6 cm. di diametro che si mettono sul dito medio e sul pollice di ciascuna mano e si usano come accompagnamento alla musica.
QANUN ( fig 3 ) discende della antica arpa egiziana, ha un ruolo importante nella musica araba già dal X secolo. E’ uno strumento di ottone e legno a forma trapezoidale che possiede 72 corde accordate a gruppi di tre, le modulazioni e i cambi di tono sono dovute a piccole alette di bronzo che si stringono quando si vuole aumentare il suono di una nota. Lo strumento viene poggiato orizzontalmente sulle ginocchia o sul tavolo del musicista che lo suona pizzicando le corde con le dita o con plettri applicati agli indici.
REQ ( fig 4 )significa “delicato”. La cornice circolare in legno è costituita da piattini di metallo e ricoperta su un lato da pelle di capra o di pesce. Il suono di questo strumento a percussione tiene il ritmo nella musica araba, specialmente nelle esecuzioni di brani classici.Conosciuto anche come tamburello egiziano.
DUFF ( fig 5 ) è simile al “req” ma non possiede piattini e ha un diametro tra i 30 e i 50 centimetri. La cornice circolare è ricoperta da un lato con pelle di capra. Utilizzato nella musica popolare e religiosa, è conosciuto anche con il nome di ADUFE.
NAY ( fig 6 )è lo strumento musicale più antico creato dagli Egizi nell’epoca faraonica con il gambo della canna (pianta selvatica che cresce ai margini degli innumerevoli canali che affluiscono al Nilo).La lunghezza oscilla tra i 37 e gli 80 cm. - minor lunghezza corrisponde a suono più acuto - e ha 7 fori, di cui uno nella parte inferiore. Il suo timbro poetico si adatta ad effetti melanconici che possono esprimere sia gioia che disperazione.Fin dai tempi antichi gli arabi hanno utilizzato il flauto per accompagnare recite di poesie.
DARBUKA o tabla ( fig 7) strumento a percussione utilizzato nella musica classica, popolare e moderna araba. Anticamente la forma cilindrica veniva fatta con terracotta e sulla bocca superiore veniva tesa pelle di pesce. Attualmente si trova più facilmente in alluminio e plastica perchè più resistente all’umidità. Chiamato anche "iI cuore della musica araba".
RABAB ( fig 8) viene utilizzato nella musica popolare in Egitto e, in Iraq, nella musica classica. Strumento composto di un manico largo di legno che termina con due tasselli laterali. La cassa di risonanza è piccola, ricavata dall’armatura del cocco e ricoperta di pelle animale. Dotato di due corde di crine di cavallo accordato in casa, si suona con l’aiuto di un arco.
ZURNA o Mizmar ( fig 9) è una specie di oboe tradizionale che possiede 7 fori nella parte frontale e uno nella parte posteriore. Strumento comune nei paesi arabo-islamici, viene utilizzato in tutta la musica folcloristica dell’Egitto. Lo troviamo anche nella musica popolare del Magreb con il nome di “Mizud”.

testo e immagini tratti da http://www.salua.it/
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4 commenti:

Silvia ha detto...

Ricambio con affetto gli auguri di buon anno, cara Najim! Spero perdonerai il ritardo...a presto ;)

najim ha detto...

ciao Silvia....grazie per gli auguri....sono sempre ben accetti... apresto...Najim

strumenti musicali ha detto...

bel blog

najim ha detto...

grazie...
molto interessante anche il tuo blog
ciao
Najim