domenica 25 settembre 2016

La danza dei Dervisci Rotanti


Il Samâc (in turco, Semà), detto anche “la danza dell'estesi”, o cerimonia dei Dervisci Rotanti, ha antiche origini afgano-persiane, anche se oggi viene praticata soprattutto in ambito turco, dove si è diffusa a partire dal XIII° secolo.
Questa danza ha un profondo significato mistico ed ogni suo aspetto rimanda a precisi simboli, come il cappello conico, che simbolizza una lapide tombale, oppure il tappeto rosso dove, il maestro, siede per guidare la danza e che rappresenta il tramonto del giorno in cui il maestro Rumi morì.
I danzatori sono vestiti con un mantello nero (l'ignoranza che opprime l'uomo), ma tale mantello cade quando inizia la cerimonia per rivelare una candida tunica, simbolo della purezza e del sudario.

La danza da lieve diventa sempre più frenetica, con i Dervisci che ruotano sull'asse del proprio piede sinistro mentre le tuniche creano dei candidi coni, la mano alzata a congiungersi con Dio, fino a produrre uno stato di estasi.Quando questo stato è raggiunto, la musica dei percussionisti, dei cantanti e dei musicisti si ferma ma i dervisci, nel loro stato di estasi, continuano a roteare nel silenzio. (Si dice che quando un derviscio raggiunge l'estasi, può accadere che i suoi piedi non tocchino terra). 
Al termine un suono di flauti richiama i Dervisci. La musica che accompagna questa danza è dominata infatti dal nay (flauto verticale) che ha un ruolo mistico nella musica turca, dai Küdum (piccoli timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e dagli halile (piatti in rame). Il canto cerimoniale è basato soprattutto su poemi tratti dal Masnavi o da altri scritti di Rûmi. Queste danze, secondo i Dervisci Rotanti, sono il loro modo per  allontanare la mente da ogni contatto con le cose terrene e per far si che le loro anime si allontanino dai corpi così da potersi riunire a Dio. L'educazione di un derviscio è particolarmente ardua e consiste in 1001 giorni di penitenza e prevede il digiuno e la meditazione. Per apprendere la loro danza, i Dervisci bloccano due dita del piede al pavimento; in questo modo essi imparano a mantenere regolare e disciplinata la loro rotazione. Mentre rotea il Derviscio appoggia il suo peso sul piede sinistro e allorché la rotazione acquista velocità, sulle dita del piede sinistro, mentre la gamba destra dà slancio alla rotazione. Per evitare il capogiro, il derviscio tiene la testa leggermente inclinata verso destra e gli occhi fissi sul palmo della mano sinistra. " Molte strade portano a Dio. Io ho scelto quella della danza e della musica" Mevlana Jalaluddin Rumi .

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