domenica 22 febbraio 2009

Il rituale del pasto




Se dovessimo scegliere due aggettivi per definire la tavola e l'accoglienza araba useremmo generosità e prodigalità. Un detto del Profeta Muhammad diceva :”Cibo di due è sufficiente per tre, e cibo di tre è sufficiente per quattro” ciò riassume la filosofia che sta alla base dell’ospitalità tipica degli arabi: offrire cibo all’ospite è parte integrante della loro vita. L’ospite viene trattato come uno di casa e viene messo il più possibile a suo agio. Costume delle donne arabe è nutrire l’invitato prima e più di se stesse. Rifiutare qualche portata della cena è un’offesa verso i padroni di casa, che lo interpretano come un mancato apprezzamento dell’ospitalità. Prima di mettersi a tavola è importante lavarsi le mani e, prima di iniziare il pasto, pronunciare le parole di rito " bismi Allah " ( in nome di Dio) con cui si invoca la benedizione del cibo; alla fine del pasto per ringraziare si dirà “al-hamdu li-llah ( grazie a Dio). Il pasto tipico tradizionale viene consumato stando seduti su dei cuscini o sul tappeto, intorno ad un tavolo basso attingendo da un grande vassoio posto al centro tavola (siniyyah). Non esiste il primo e il secondo, ma un pranzo con diverse portate servite nello stesso momento sul tavolo. Il cibo si prende e si mangia usando le proprie mani, più precisamente utilizzando tre dita della mano destra, e aiutandosi con del pane tipicamente arabo, non si usano posate. Il pane è l’elemento base di ogni pasto, mangiarlo in compagnia è simbolo di amicizia. All’ospite viene offerto del o del caffè ma mai il vino perché proibito dalla religione. Il buon musulmano anche a tavola deve rispettare alcune regole:
• Ricordarsi sempre che Dio è il dispensatore
• Essere soddisfatti di ciò che Dio ha dispensato
• Mangiare dal piatto di fronte a sé

• Prendere dei pezzi minuti

• Masticare bene

• Non fissare gli altri commensali, sarebbe maleducazione

La cena si termina con l’esclamazione della parola “sahteyn” che significa “due volte la salute a voi”.

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