giovedì 12 marzo 2015

Il velo islamico


Il velo islamico o hijab, non può considerasi un simbolo religioso ma un oggetto di manifestazione di appartenenza al credo musulmano. Il velo assume il significato di esprimere, persino nell’abbigliamento, la propria vocazione religiosa. Quando parliamo del velo, hijab, intendiamo quel foulard, di vari colori e grandezze, che copre il capo nascondendo i capelli. L’obbligo di portare il velo è legato ai momenti rituali e all’ingresso nei luoghi sacri. La scelta di estendere questo obbligo a tutti gli altri aspetti dell’esistenza è un fatto personale che riguarda esclusivamente la donna. L’atto simbolico di velarsi, così come per l’uomo quello di portare l’abito tradizionale, rappresenta la volontà di esprimere anche esteriormente la propria vocazione religiosa. L’abbigliamento è quindi un simbolo e ha una precisa corrispondenza con la propria disposizione interiore. Il velo fu introdotto durante il regno di Habibullah, che lo impose alle duecento donne del suo harem, in modo tale da non indurre in tentazione gli uomini quando esse si fossero trovate fuori dalla residenza reale. Divenne così un capo indossato dalle donne dei ceti superiori, ma successivamente, quando le più abbienti smisero di farne uso, si diffuse e divenne un capo ambito nei ceti più poveri. La “velatura” della donna, finalizzata al non indurre in tentazione gli uomini, è prevista dal Corano: "O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate . Allah è perdonatore, misericordioso" (Sura 33:59). Non si parla esplicitamente della copertura del capo o del viso ma di coprire i propri “ornamenti” cioè le bellezze femminili, le forme del corpo:
"E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere una copertura (hijab ) fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ...... "  “Sura XXIV An Nur (La Luce).
Anche nell'ambito cristiano si parla del velo delle donne. L'apostolo Paolo infatti prescrive:
"Ma ogni donna che prega o profetizza senza avere il capo coperto fa disonore al suo capo, perché è come se fosse rasa. Poiché, quanto all'uomo, egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo; perché l'uomo non viene dalla donna, ma la donna dall'uomo.” (1Corinzi 11:6)
In termini più semplici: la chioma viene considerata un attributo di bellezza femminile e come tale deve essere per modestia coperta anche per non distrarre gli uomini dal raccoglimento religioso. Non viene però prescritto al di fuori della pratica religiosa. Nell'ambito islamico invece si è diffuso generalmente il suo uso anche perché la donna n on doveva mostrarsi in pubblico e quando lo faceva si doveva coprire il più possibile. Abbiamo però una varietà di veli: alcuni coprono semplicemente i capelli, altri che coprono anche il corpo (chador iraniano) e altri ancora coprono completamente tutto il capo (burqa afgano). Il problema è nella interpretazione del significato del velo: per alcuni la prescrizione coranica viene interpretata come un semplice invito alla modestia del vestire delle donne e non propriamente come una tassativa prescrizione religiosa e il velo viene visto semplicemente come una tradizione ormai da superare. Per altri invece il velo è una prescrizione fondamentale.

http://host.uniroma3.it/progetti/cedir/cedir/Relazioni10/Simboli%20Islam.pdf

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