domenica 13 dicembre 2009

Piazza Djemaa el-Fna



«Kan iam kan»… C'era e chissà poi se c'era…E' così che iniziano molte fiabe arabe, spesso raccontate al buio perché farlo di giorno, secondo molti, porta male. Lo fanno per esempio durante le lunghe veglie le donne berbere, oppure nelle piazze delle principali città dell'Africa i narratori di professione che raccontano di principi e principesse, personaggi surreali, anelli magici, lampade con poteri eccezionali, proprio come quella in cui si imbatte Aladino in una delle "Mille e una notte".
Accade anche nella piazza Djemaa el-Fna (chiamata "Piazza dei morti" o “convegno dei defunti” in ricordo delle esecuzioni pubbliche che si svolgevano un tempo) cuore pulsante di Marrakech dove tutto è magia. Il mattino è pressoché vuota, sembra una normale piazza; nel tardo pomeriggio inizia a riempirsi di bancarelle e ambulanti La sera è unica: incantatori di serpenti, di scimmie, caratteristici venditori d'acqua, danzatori, acrobati, maghi guaritori, indovini, fattucchiere, narratori di antichissime saghe, musicisti gnawa scrivani pubblici, venditori ambulanti delimitano il proprio "halqa", cerchio immaginario benedetto da un santo, e presentano il loro spettacolo. A sera inoltrata si leva il fumo prodotto da chi cuoce o scalda le vivande e man mano che si va avanti nella notte cominciano ad accendersi le luci, l'atmosfera si fa irreale: profumi, suoni, parole, danze, cibi che cuociono scatenando un profluvio di odori speziati e appetitosi, cantastorie, donne velate che ti prendono la mano per decorartela con l'hennè, rivenditori di cd, lumache e spiedini, bancarelle di spremuta d'arancia e tajin a cuocere su fornelletti, acrobati e musicanti...

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