giovedì 5 gennaio 2012

Riti e cerimonie nel mondo arabo


Nascita 

Nei paesi arabi, quando un neonato fa l’ingresso nella famiglia, la donna consolida il suo status sociale, provando la sua capacità di fertilità e l’onore del marito. La nascita quindi viene accolta con grande gioia da amici e parenti e non esistono differenze che si tratti di un maschio o di una femmina, soprattutto nel caso del primo nato. Il periodo che segue il parto è un periodo di riposo e di particolari attenzioni che corrisponde ad un periodo di impurità che dura quaranta giorni. Questo periodo è caratterizzato da una serie di piccoli rituali. Nelle famiglie più religiose, quando un bimbo nasce, si usa pronunciare al suo orecchio i primi due versetti del Corano o la professione di fede da parte di un adulto. Il rito che sancisce la nascita e l’ingresso del bambino nella comunità è rappresentato dalla cosiddetta festa del settimo giorno, che spesso viene fatta anche dopo alcuni mesi. In questa occasione, nel caso l’abitazione sia piccola, si affittano dei locali dove viene organizzata una grande festa a cui sono invitati a partecipare parenti e amici e dove oltre a mangiare si balla e si danza. Nella tradizione è in questo giorno che viene attribuito il nome al bambino, sancendo così la sua affiliazione alla famiglia paterna.

Matrimonio
In Marocco, come in tutti i paesi del Maghreb il rito del matrimonio, nella sua forma cosiddetta tradizionale, si svolge in un arco di tempo di circa una settimana e assume forme diverse a seconda che si svolga in campagna o in città, in una regione piuttosto che in un’altra. Esiste però una successione di tappe che accomuna in qualche modo le tradizioni del Nord con quelle del Sud.
Khoutba o fidanzamento: la famiglia dello sposo domanda la mano della sposa una volta che lei dà il suo accordo.
Contratto di matrimonio: Davanti a due notai (adouls) si firma l’atto di matrimonio e seguono quindi le celebrazioni che festeggiano l’unione.
Hammam: la sposa si reca all’hammam, il bagno turco, per compiere gli atti di purificazione, accompagnata dalle donne della famiglia e da quelle che le sono più vicine.
Henna: il giorno seguente all’hammam, la sposa, aiutata dalla hannaya o nekachate, si decora con il colore rosso della henna (una polvere rossa vegetale) mani e piedi con disegni e motivi geometrici e floreali. La henna ha doti purificatrici e di buon augurio. Canti e danze inaugurano, accompagnano e chiudono questo lungo lavoro che si protrae lungo tutto l’arco di una giornata.
H’dia: la famiglia dello sposo si presenta alla sposa con una processione musicale portando i doni offerti dallo sposo. I regali offerti in questa occasione sono in funzione della situazione sociale e variano da regione a regione. Generalmente sono simbolici come ad esempio lo zucchero, simbolo di una vita felice, il latte, simbolo della purezza, datteri, henna, candele, fiori, ecc.
Berza: è il giorno della grande cerimonia in cui la sposa viene presentata a tutti gli invitati nella casa dello sposo (o in un locale affittato per l’occasione). Vestita in modo tradizionale, la sposa è seduta in modo che possa essere vista e ammirata per tutta la durata della festa, in mezzo a canti, musica e danze.

Funerali
Secondo la tradizione musulmana, la salma viene lavata integralmente e avvolta in un lenzuolo bianco. Il rito viene eseguito da una donna o da un uomo della famiglia, a seconda del sesso del defunto. Durante il rito del lavaggio vengono recitati alcuni versi del Corano. Sono sempre e solo gli uomini ad accompagnare la salma al cimitero. Il funerale è una cerimonia semplice che si svolge presso la moschea e al cimitero con l’imam che intona le preghiere per il defunto. Il corpo viene seppellito nel cimitero con la testa verso La Mecca. In seguito viene osservato un lutto di quaranta giorni durante il quale la tradizione vuole che l’anima del defunto si stia preparando a lasciare la casa e i familiari attendono il momento praticando l’astensione dal fumo, dalla cura e dal lavaggio del proprio corpo e da tutte quelle attività che distolgono troppo l’attenzione. Allo scadere dei quaranta giorni l’anima lascia definitivamente la casa e la famiglia può ritornare ai suoi ritmi normali.

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2 commenti:

Claudio Cerri ha detto...

Che bello il nuovo template!!!

najim ha detto...

grazieeeeeeeee!!!!
ciao Claudio
Najim