venerdì 12 aprile 2019

La danza della melaya.




La danza della melaya è una danza folcloristica che deve il suo nome alla melaya, ossia lo scialle nero con cui viene ballata. Vede le sue origini nella regione di Alessandria d’ Egitto. In questa città di mare, dove si dice che la gente abbia un temperamento particolarmente allegro, le donne usavano coprirsi con un telo scuro e pesante detto appunto "melaya “ con il quale si nascondevano dagli sguardi indiscreti degli uomini, ma allo stesso tempo lo usavano anche come strumento di seduzione, un accessorio con cui giocare al "vedo non vedo" durante il rituale del corteggiamento. Nasceva così questa danza briosa e piena di energia, che simula il corteggiamento tra un uomo e una donna, con la donna che si ritrae dalle avance dell’uomo, nascondendosi, ma con maliziosa maestria, dietro al suo scialle nero, giocando tra la timidezza, il disdegno e la provocazione.
L'abbigliamento è legato alla tradizione; la danzatrice solitamente indossa la gallabiyya, un tradizionale abito lungo, il mandil, un fazzoletto adornato con ponpon e sistemato sul capo, e infine la melaya, lo scialle nero di ampie dimensioni.
La coreografia vede gli uomini (solitamente pescatori) seduti ai tavolini di un caffè, che bevono  e fumano con le loro shisha. Le donne invece competono per l'attenzione flirtando. Si avvolgono la melaya intorno al corpo ed iniziano a danzare coperte per suscitare curiosità, poi, man mano, si scoprono, giocando di continuo con lo scialle, roteandolo con vigore intorno al corpo ed eseguendo varianti che a volte mettono in evidenza i movimenti del bacino e a volte quello delle braccia e dei passi, mentre le mani trattengono abilmente il telo nero.
Alla fine, gli uomini e le donne ballano insieme. Il tutto con ammiccamenti, moine, giochi di sguardi, che rendono questa danza particolarmente divertente e sbarazzina.

Il costume maschile è quello tipico del pescatore, tra cui un pantalone nero, un maglione, un gilet multicolore e un cappello bianco da pescatore.
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