mercoledì 7 settembre 2022

Che cos'è il tasbih .

Quando si viaggia attraverso i paesi musulmani, soprattutto arabi, è comune vedere uomini che tengono il tasbih o masbaha (tespih o tesbih in turco) nelle loro mani. Il tasbih è simile ad un rosario ed è usato per pregare. Si usa un po’ ovunque: per strada, in moschea, sui mezzi pubblici. I modelli di tasbih sono composti da 99+1 grani, da 33+1 e infine da 10+1 grani. Ciascun grano rappresenta uno dei “99 Nomi di Allah” e ogni decina viene divisa da uno più grande o diverso dagli altri. L’ultimo grano è a forma longitudinale e chiude la catena. Questa partizione permette di mantenere il conteggio delle proprie invocazioni, per la recita dei versi del Corano e per meditare. La preghiera viene recitata come segue: 33 volte "Subhan Allah" (Gloria a Dio), 33 volte "Al Hamdu lilah" (Lode a Dio) e 33 volte "Allahu Akbar" (Dio è il più grande), che è pari a 99, il numero di grani nel tasbih. Questo atto devozionale (dhikr), si racconta sia stato insegnato da Maometto alla figlia Fatimah. L'uso del tasbih si diffuse ovunque a partire dal VII sec d.C., molto probabilmente grazie al contatto tra i musulmani e i monaci buddisti dell’India che usavano il Mala (Mālā) per contare i loro mantra. In Europa nel corso del XIII° secolo inizia a diffondersi, come strumento per conteggiare le preghiere, il rosario. Probabilmente potrebbe essere il risultato di oltre due secoli di incontri - avvenuti durante le Crociate - dove i cattolici vedevano i musulmani maneggiare il tasbih. 

venerdì 29 luglio 2022

Le abluzioni nell'Islam (parte prima) : abluzione minore

O voi che credete! Quando vi lavate per la preghiera, lavatevi il volto, le mani [e gli avambracci] fino ai gomiti, passate le mani bagnate sulla testa e lavate i piedi fino alle caviglie . Se siete in stato di impurità, purificatevi…” (Corano, sura 5, versetto 6)

Dopo la rivelazione di questo versetto, Allah  stabilì che il musulmano dovesse essere puro e pulito per eseguire la Salat, la preghiera,(uno dei Cinque Pilastri dell'Islam), altrimenti non sarebbe stata considerata valida. 

La purificazione (Taharat) è di due tipi : abluzione minore (al-Wudù) e abluzione maggiore (al-Ghusl).

Al Wudù ( Abluzione Minore). 

-Formulare l’intenzione(Niyyah) di compiere l’abluzione al fine di prepararsi alla preghiera, pronunciando “Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim” (nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso).

-Lavare per tre volte le mani fino ai polsi.

-Con la mano destra, prendere un po’ d’ acqua e sciacquare la bocca per tre volte consecutive.

-Mentre si sciacqua il naso passare bene le dita al di sopra dello stesso per far fuoriuscire tutti i residui.

-Prendere l’ acqua con le due mani e lavare il viso per tre volte, attaccatura dei capelli e mento compresi.

-Iniziando dall’avambraccio destro, lavarsi fino al gomito (mani comprese) facendo scorrere l’ acqua sopra esso, avendo cura di strofinare un poco.

-Prendere l’acqua con le mani e strofinare il capo dalla fronte alla nuca per tre volte.

-Pulire accuratamente con le dita umide le orecchie per tre volte, internamente ed esternamente.

-Lavare il piede destro fino alla caviglia, facendovi scorrere l’ acqua e strofinando sempre per tre volte, avendo cura di pulirsi bene fra le dita.

-Ripetere l’operazione con il piede e la caviglia sinistra.

Terminano così le fasi del wudù (abluzione minore). E’ molto importante ricordare che il wudù non deve necessariamente essere ripetuto a meno che esso non venga annullato.

Atti che annullano l'abluzione minore:

-dopo aver espletato le proprie funzioni corporali.

-sonno profondo.

-Perdita di coscienza per qualunque ragione.

Contatto con qualsiasi parte del corpo con urina o feci (per esempio, nel caso della mamma quando cambia il pannolino del proprio bambino. N.B. Se il bambino viene allattato esclusivamente con il latte materno, anche se si venisse a contatto con i suoi escrementi, il wudù non verrebbe annullato).



martedì 24 maggio 2022

Le cupole dell’isola di Hormuz


Nel sud dell'Iran, sul Golfo Persico, esiste un'isola conosciuta per i suoi colori. Si chiama isola di Hormuz ma è soprannominata isola arcobaleno in riferimento alla sabbia multicolore che la rende una popolare località turistica. Qui lo studio ZAV Architects ha progettato un piccolo insediamento composto da cupole multicolori che riflettono il paesaggio colorato e la topografia del luogo per creare case e servizi vari per la comunità . Il “Majara Residence,così si chiama questo complesso di cupole, è parte del più ampio progetto Presence in Hormuz 02”: un manifesto politico e sociale nato per sensibilizzare e mostrare una reale alternativa politica ed economica all’unica attività redditizia dell’isola: il traffico illegale di petrolio. Per costruire le case a cupola, ZAV Architects ha utilizzato il processo SuperAdobe del famoso architetto iraniano Nader Khalili, la tecnica innovativa e semplice che utilizza terra battuta e sabbia. Le contenute dimensioni delle cupole rende la loro costruzione compatibile con le capacità costruttive degli artigiani locali e dei lavoratori non specializzati che sono stati coinvolti come parte fondamentale del processo di costruzione del villaggio. Sia all’esterno che al loro interno le cupole sono caratterizzate da colori accesi, le cui variazioni sembrano differenziare le diverse funzioni degli ambienti e la soglia tra un colore e l’altro sostituisce l’alternativa a pareti divisori e porte. La maggior parte delle cupole forniscono alloggio ai residenti, mentre altre cupole ospitano aree comuni dove cenare, fare il bucato o pregare. Vi sono anche sale dedicate all’artigianato e persino un’area dedicata alle informazioni turistiche. 

https://www.youtube.com/watch?v=RYSMTjxrAUw

mercoledì 13 aprile 2022

Istanbul: La leggenda della Torre della Fanciulla.

La Torre della Fanciulla(in turco: Kiz Kulesi), si trova su un piccolo isolotto situato all’ingresso sud del Bosforo, 220 m al largo della costa asiatica presso Üsküdar, ad Istanbul. Fu costruita nel 408 a.C. dai Greci per controllare i movimenti delle navi persiane sul Bosforo e più tardi, nel 1110 d.Cfu ingrandita e trasformata in fortezza dall’imperatore bizantino Alessio Comneno. Sotto la dominazione ottomana, la torre fu usata per lo più come faro.  Ci sono diverse leggende che narrano la storia della Torre della Fanciulla e  la più famosa leggenda turca, racconta di un sultano che aveva una figlia molto amata alla quale un oracolo aveva predetto che sarebbe stata uccisa da un serpente velenoso nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Il sultano, nel tentativo di ostacolare la precoce scomparsa della figlia,  fece  costruire nel bel mezzo del Bosforo la torre, ben distanziata dalla terra in modo da tenerla lontana da tutti i serpenti. La principessa, all'avvicinarsi del suo compleanno, si stabilì nella torre, dove poteva ricevere solo le visite del padre. Nel giorno del suo diciottesimo compleanno il sultano le portò un cesto di frutta esotica come regalo, ma nel paniere, tra la frutta, c’era proprio un serpente che morse la giovane principessa la quale morì tra le braccia di suo padre, esattamente come l’oracolo aveva predetto. Da qui il nome della torre dedicata alla Fanciulla. Oggi si può visitare e al suo interno c’è un grazioso ristorante con una vista incredibile sul Bosforo. “Maiden’s Tower Restaurant”.

Curiosità:

-la torre è stata utilizzata anche nel cinema popolare e nella televisione; ad esempio per le scene del film di James Bond, “Il mondo non basta”;

-durante l’epidemia di colera del 1830, la torre venne usata per i malati in quarantena, per evitare che l’epidemia si diffondesse nella città;

-dopo la conquista di Istanbul da parte dei turchi ottomani, la torre fu abbattuta e al suo posto ne fu costruita una in legno. Distrutta da un incendio nel 1719, fu fatta la ricostruzione fedele della torre in pietra per mano dell’architetto Nevşehirli Damat İbrahim Paşa;

-la “Torre della Fanciulla” è anche chiamata “Torre di Leandro”, ma è un nome inesatto, perché la costruzione è stata legata per errore al mito greco di Ero e Leandro. La sacerdotessa di Afrodite si gettò proprio da una torre, quando trovò in corpo esanime dell’amato sulla spiaggia; ma questa vicenda si svolge in realtà sui Dardanelli (Ellesponto), nelle vicinanze.

https://www.youtube.com/watch?v=mraSZRITSCc

martedì 29 marzo 2022

“Al Sham-Nassim” : la festa egiziana della primavera



“Al Sham-Nassim” è una delle più antiche e celebrate feste dell’’Egitto.
Letteralmente il suo nome vuol dire “annusare l’aria” e quindi simboleggia l’inizio della primavera e il cambiamento di clima che essa determina. È la festa della terra, la celebrazione della natura che in primavera raggiunge il suo massimo splendore.
Da circa due mila anni, la festa di Al Sham-Nassim viene festeggiata il lunedì dopo la Pasqua copta, che coincide con la data della Pasqua cristiana. Le origini di Al Sham-Nassim risalgono al tempo dei faraoni e si pensa che questa festa fosse collegata all’agricoltura egiziana e ai riti di fertilità. Molti studiosi affermano, infatti, che il nome deriva dall’antica stagione del raccolto in Egitto, che era appunto chiamata “Shamo”. In quel giorno, gli egiziani erano soliti donare pesce salato (simbolo di fertilità e benessere), lattuga e cipolle alle loro divinità, almeno così è scritto negli annali di Plutarco. L’offerta di primizie della terra era un modo per ringraziare gli dei del raccolto e della creazione della terra – si pensava infatti che il giorno di celebrazione dell’Al Sham-Nassim coincidesse con il giorno della creazione. 
Nonostante la derivazione pagana, oggi è una festa che unisce musulmani e copti e tutte le altre minoranze religiose presenti nel paese, come gli ebrei. Nell’antichità, la mattina del giorno di festa le donne spezzavano una cipolla e la odoravano, gli uomini invece facevano attività all’aperto perché lo scopo era quello di respirare aria pura (da cui deriva il suo nome) e fatto in quel particolare giorno di festa, pare che portasse dei benefici. 
A partire dal 1900, nel giorno di Al Sham-Nassim si usa fare gite fuori porta, recarsi lungo i laghi e i fiumi, nei prati e nelle radure per mangiare all’aperto, incontrare parenti e amici e godersi la brezza della primavera. In questo giorno si mangiano tre alimenti tradizionali: il pesce salato, le uova colorate bollite, le cipolle verdi e la lattuga. 
Il pesce salato tipico del giorno di Al Sham-Nassim è il “Fiseekh”, una varietà di pesce preparato in modo particolare per cui ha un odore molto forte e nauseante. Tramandato di generazione in generazione tra gli egiziani, il procedimento è davvero molto particolare e richiede quasi tre mesi. Il pesce appena pescato (solitamente cefalo, sardine, sgombri) viene appeso a testa in giù e lasciato così finché non si gonfia; quando è all’inizio dello stato di putrefazione il pesce viene messo in dei contenitori, coperto di sale e lasciato in salamoia per un paio di mesi. Il pesce è così pronto ed è caratterizzato da un odore nauseabondo, fortissimo e per questo molte persone di rifiutano di mangiarlo e lo sostituiscono con del tonno in scatola. Non mancano ogni anno le persone che finiscono in ospedale intossicate a causa del “Fiseekh” che provoca botulismo. 
Oltre al pesce, per il pranzo nel giorno di Al Sham-Nassim gli egiziani sono soliti mangiare uova sode il cui guscio esterno è  dipinto con colori sgargianti. Anticamente le uova erano appese nei templi poiché sono simbolo di nuova vita – quest’usanza ha dato poi vita all’attuale tradizione delle uova di Pasqua. 
Anche l’usanza di mangiare le cipolle verdi ha un significato legato alla vita. Pare che nei tempi antichi, gli egiziani mettevano delle cipolle negli occhi delle mummie perché sembra sarebbero state utili al defunto nella vita successiva. Oggi in Egitto è consuetudine diffusa usare le cipolle per tenere lontano il malocchio e prevenire l’invidia degli altri. La lattuga è un alimento che appartiene alla tradizione culinaria dell’Egitto fin dall’antichità. Essa rappresenta la speranza e viene mangiata nel giorno di Al Sham-Nassim come buon augurio per la primavera di cui si celebra l’inizio. 
Al Sham-Nassim è una festa molto allegra a cui tutti gli egiziani partecipano con entusiasmo. Le celebrazioni variano da regione a regione e spesso includono canti e balli folkloristici, parate militari e spettacoli di vario tipo. Il divertimento e l’allegria non mancano mai! 

domenica 27 febbraio 2022

Egitto: riti che segnano i grandi eventi del ciclo della vita


La cultura egiziana è caratterizzata da riti e tradizioni legati al ciclo della vita che fanno riferimento soprattutto alla religione. È importante ricordare che in Egitto non esiste solo la religione islamica ma anche un’importante minoranza copta (circa il 15%) ma addirittura in alcune città questi costituiscono la maggioranza. I riti illustrati di seguito sono quelli islamici, essendo quelli copti di impronta prettamente cristiana e quindi più simili ai nostri.

NASCITA: nelle famiglie più religiose, quando un bimbo nasce, si usa pronunciare al suo orecchio l’adan, il richiamo alla preghiera, che comprende anche la shahada, la dichiarazione di fede in Allah; una settimana più tardi ha luogo una festa in cui vengono invitati parenti e amici che portano soldi e regali per il nuovo nato. In questa occasione viene sancita dal padre l’appartenenza del nuovo nato alla famiglia. Anche nei mesi successivi ci sono le visite di parenti e amici che portano doni al bambino. Tra i 7 e i 10 anni a tutti i bambini di sesso maschile viene fatta la circoncisione, un rito che segna il passaggio alla pubertà e che viene sancito con grandi festeggiamenti. 

MATRIMONIO: il rito del matrimonio ha una lunga tradizione che tuttora viene strettamente osservata e anche se ogni regione ha le sue tradizioni e i suoi riti c’è comunque una sequenza che è ricorrente in tutto l’Egitto. Nell’ultimo periodo si è riscontrato un forte ritorno alle cosiddette tradizioni, dopo una fase in cui la scelta del coniuge e la cerimonia del matrimonio, si avvicinava a modalità più simili a quelle occidentali. Il rito del matrimonio si svolge nell’arco di sette giorni e ha tempi di preparazione molto lunghi. Dopo una prima fase in cui si firma il contratto di matrimonio (spesso anche un anno prima della vera e propria festa), ha inizio una seconda fase articolata in diversi momenti che segnano per la donna il graduale abbandono del tetto di famiglia e per l’uomo l’accoglienza della sposa nella casa della propria famiglia di appartenenza e quindi nella loro casa futura. Come è riscontrabile ad esempio negli altri paesi del Nord Africa, le principali tappe del rito del matrimonio sono le seguenti: la firma del contratto di matrimonio; la purificazione del proprio corpo in seguito alla quale le mani e i piedi (e spesso anche le gambe) della donna vengono decorati con disegni fatti con la henna, una polvere vegetale rossastra; la festa di addio nella propria casa e infine la cerimonia finale nella casa dello sposo o in locali affittati per l’occasione.

FUNERALI: prima di essere seppellito il corpo del defunto deve essere lavato e avvolto in lenzuola bianche. Sono sempre e solo gli uomini ad accompagnare la salma al cimitero, sia che si tratti di un uomo, sia che si tratti di una donna. Il funerale è una cerimonia semplice che si svolge presso la moschea e al cimitero con l’imam che intona le preghiere per il defunto. Il corpo viene seppellito nel cimitero con il viso in direzione verso La Mecca. In seguito viene osservato un lutto di quaranta giorni che implica una serie di astensioni, al termine del quale la famiglia ritorna ai suoi ritmi di via normali.


lunedì 24 gennaio 2022

Mondo cinema: Yalda

Un film di: Massoud Bakhshi. Con: Sadaf AsgariBehnaz JafariBabak KarimiFereshteh Sadre OrafaiyForough GhajabagliArman DarvishFereshteh HosseiniZakieh BehbahaniRamona ShahFaghihe Soltani. Iran 2019. Genere: drammatico.

La pellicola, premiata per la categoria Miglior film straniero al Sundance Film Festival del 2020 e diretta dal regista Massoud Bakhshi, prende spunto da un reality show in onda in Iran.Durante la sera del solstizio d’inverno (che coincide con una festività nota come Yalda) a Teheran inizia una nuova puntata dello show televisivo chiamato Joy of Forgiveness. In studio giunge ammanettata, dopo aver trascorso 15 mesi di carcere, la giovane ventiduenne Maryam (Sadaf Asgari), rea di aver ucciso accidentalmente Nasser, il marito sessantacinquenne, e per questo accusata di omicidio e costretta a pagare la sua colpa con la morte.Tuttavia il sistema giudiziario iraniano prevede che la famiglia della vittima possa concedere il perdono e trasformare la pena di morte in una riduzione della condanna detentiva, alla quale si associa il pagamento di un debito pari al “prezzo del sangue”. Maryam decide di partecipare allo show proprio per chiedere perdono e ottenere clemenza da Mona (Behnaz Jafari), la figlia di Nasser. Sotto l’arbitrio di Omid (Arman Darvish), il presentatore del programma, le due donne vengono messe l’una di fronte all’altra e iniziano a ripercorrere il passato, tra rivelazioni e sorprese, fino ad arrivare allo scontro sempre sotto gli occhi vigili del pubblico che, con un sms, può esprimersi circa la colpevolezza di Maryam o, addirittura, decidere che siano gli sponsor a pagare il “debito di sangue” della donna…



il trailer:  https://www.youtube.com/watch?v=xDSk_08MvBQ

mercoledì 29 dicembre 2021

Dubai Miracle Garden

Dubai Miracle Garden è il più grande giardino floreale del mondo  ed è chiamato “dei Miracoli”, perché è stato realizzato in pieno deserto. Copre un’area di oltre 72.000 mq  con un patrimonio di almeno 45 milioni di specie diverse  di fiori provenienti da tutto il mondo con un costo di 40 milioni di dirham (11 milioni di dollari). Inaugurato nel giorno di San Valentino nel 2013, è riuscito ad attirare circa 2 milioni di visitatori nello  stesso mese. In questo giardino si possono trovare immensi cuori fioriti, piramidi, grandi stelle multicolori e persino igloo, arcate fiorite e tutto ciò che la fantasia ha suggerito agli architetti in fase di progettazione. Dubai Miracle Garden è entrato nel Guinness dei primati con una serie di record, infatti, oltre ad essere il più grande giardino naturale del mondo ha: 

-una piramide di fiori che raggiunge un’ altezza di 10 metri con una base di 144 metri quadrati.
- il muro di fiori che circonda il giardino ha una lunghezza di 800 metri e un’altezza di circa 3 metri. 
-il più grande orologio floreale del mondo.
-il più grande modello dell’Airbus A380 degli Emirates Airlines.
-la più alta struttura floreale di Topolino con un’altezza di 18 metri. 
Sempre fatti di fiori troviamo molti personaggi dei cartoni Disney, il castello dei fiori, la tartaruga gigante, l’orso gigante, il Burj Khalifa e le piramidi d’Egitto. Le attrazioni più belle del Dubai Miracle Garden sono: 

 Topolino   
Per fare la scultura di fiori di uno dei personaggi dei cartoni animati più famosi al mondo, “Topolino“, hanno utilizzato 100.000 fiori, pesa circa 35 tonnellate ed è stata creata per celebrare il 90° anniversario della fondazione della Disney.
Airbus A380  
In questo giardino è stato costruito il modello dell’Airbus A380 che è il più grande aereo di linea passeggeri al mondo, utilizzando fiori di sette specie diverse, calendula, viola, geranio, coleus, gilardia e petunia e ci sono voluti circa 200 giorni per renderlo sorprendente come lo è oggi.
 Corridoio dei cuori
Nel corridoio di cuori, considerato una delle principali attrazioni di questo giardino, ogni cuore è realizzato con un diverso tipo di fiore profumato.  
 
Corridoio delle farfalle
Butterfly Walk è splendidamente costruito a forma di farfalla decorata con fiori colorati, le ali sono realizzate con strati di diversi fiori, per formare una lunga passerella attraverso la quale i visitatori possono camminare.
 Flower Clock

“Flower Clock” è un orologio floreale di 15 metri le cui parti meccaniche sono state importate dagli Stati Uniti.

 
Lake Park
Il paesaggio tra le fontane colorate e i laghetti con i fiori dona ai visitatori un’atmosfera di serenità e calma psicologica.
  

Big Teddy Bear
Il grande orso o Big Teddy Bear è alto di 12 metri e rappresenta un messaggio d’amore con il grande cuore che ha tra le sue zampe.

I fiori di Miracle Garden Dubai vengono preservati riciclando le acque reflue e utilizzandole mediante irrigazione a goccia, in modo che il giardino sia ecologico e non si sprechi acqua durante l’irrigazione di questo enorme numero di fiori. Il periodo di apertura del giardino è da ottobre ad aprile ed è chiuso nei mesi da giugno a settembre a causa del caldo eccessivo. L’azienda che ha realizzato questo prodigio, ha avuto anche un’ottima idea: ad ogni cambio di stagione, e regolarmente nel corso dell’anno la disposizione dei fiori e la scelta delle specie variano, dando così la possibilità, anche ai visitatori abituali di trovare sempre nuove proposte e combinazioni.

mercoledì 8 dicembre 2021

21 dicembre "La notte di Yalda"

La “Notte di Yalda” è una tipica festa iraniana celebrata nella notte più lunga dell’anno, il 21 dicembre. Segna il passaggio dall’autunno all’inverno in tutto l’emisfero nord e coincide col  giorno che noi definiamo “solstizio d’inverno”. Da quel momento in poi, le giornate iniziano ad “allungarsi”, e proprio per questo Yalda rappresenta la vittoria della luce sulle tenebre. Si tratta di una tradizione antichissima, risalente a più di 3000 anni fa, e poi ripresa dalle religioni Hindu, Mitraista e Zoroastriana, che celebrano la nascita di Mitra. Durante la “notte di Yalda” è usanza mangiare alimenti specifici: frutta disidratata come uvetta, albicocche, mele, prugne, pesche e frutta fresca  tra cui cachi, melograno, mele, uva, arance, limoni e angurie conservate dall’estate proprio in occasione di questa grande festa.Vi sono diversi piatti tipici tra cui il Fesenjan (uno stufato a base di pollo, noci, e salsa di melograno), l’Anar Polo (riso con melograno, pollo e pistacchi), la zuppa di melograno e il Kalam Polo(riso con cavolo, carne e spezie). Tutto questo cibo viene esposto in tavola a dimostrazione del fatto che la società non è intimorita dai giorni freddi che seguiranno, ma che anzi è pronta e preparata per entrare nella stagione invernale.Coincidendo con l’inizio dell’inverno, Yalda è anche un’occasione per celebrare la fine della stagione dei raccolti autunnali e pregare per la prosperità dell’anno successivo.Una tradizione comune alle varie regioni è quella di dedicare parte della serata alla lettura di alcune delle opere del poeta persiano in assoluto più amato dal popolo iraniano: Hafez. Gli iraniani credono che, aprendo a caso il libro di poesie di tale poeta, il passo che verrà letto darà informazioni sul futuro. La notte di Yalda è anche un’occasione di ritrovo tra parenti e amici, per rammentare eventi passati e condividere risate, suonare strumenti musicali, cantare e ballare in compagnia. In epoche antiche era un modo per onorare il sole, visto come una divinità da molte culture: anche dopo quella che sembrava essere una notte interminabile, il sole sorgeva di nuovo all’orizzonte.

venerdì 15 ottobre 2021

Iran: le spiagge rosso rubino di Hormuz Island


Hormuz Island è parte del territorio iraniano di Hormozgan e conta appena tremila abitanti. Situata vicino alle coste meridionali dell'Iran, è una delle isole che si affacciano all'ingresso del Golfo Persico. Un luogo di incredibile bellezza dalle caratteristiche naturali uniche al mondo, conosciuto soprattutto per la sua affasciante spiaggia dalle tonalità rosso rubino. L’Isola di Hormuz è soprannominata “Rainbow Island” per i numerosi colori della sua superficie e delle acque circostanti. Un’infinità di persone hanno creduto all’arrivo di un evento apocalittico, ritenendo che la spiaggia fosse bagnata dal sangue, ma il sangue non c’entra affatto. La causa del caratteristico colore è dovuta alla presenza di un’alta concentrazione di ossidi di ferro, infatti, la sabbia più scura porta le onde del mare a tingersi di un colore rossastro. Bagnarsi in queste acque comporta restare con la pelle colorata anche per giorni. L’ossido rosso viene chiamato "Gelack", una sostanza utilizzata per la realizzazione di cosmetici, stoffe e ceramiche, ma soprattutto come colorante alimentare, basti pensare che viene impiegata anche per cuocere un pane locale chiamato “tomshi". L’acqua potabile arriva dal continente attraverso un acquedotto e nonostante sia priva di vegetazione autoctona resta una delle isole più attraenti del Medio Oriente. L’isola è circondata da una bellissima strada costiera che apre la vista a uno straordinario paesaggio formato da rocce sedimentarie e materiali vulcanici dai mille colori. Una terra preziosa e suggestiva, ancora lontana dalle rotte dei viaggiatori, dove il clima registra 45 gradi e il 95% di umidità durante l’estate, mentre in autunno e in inverno mantiene una temperatura mite e piacevole.

venerdì 17 settembre 2021

La moschea di Shah Cheragh


La moschea di Shah Cheragh si trova in Iran nei pressi della città di Shiraz ed è uno dei monumenti più spettacolari del mondo. Shah Cheragh significa esattamente  “Imperatore della Luce” e all’esterno si presenta più o meno come una comune moschea. All’interno, però, uno spettacolo ineguagliabile si presenta agli occhi dei fedeli e dei turisti: volte e pareti sono completamente rivestite di specchi colorati, quasi come un mosaico, che riflettono la luce e rendono l’interno della mosche simile ad un cielo stellato. La moschea di Shah Ceragh ospita alcune importanti tombe sciite, che rendono il monumento di Shiraz un celebre centro di pellegrinaggio dal XIV secolo. L'origine del nome "Imperatore della Luce" ha in realtà una storia piuttosto misteriosa: il luogo dove oggi sorge la moschea sembra risalire al 900 dC quando un viaggiatore, Ayatollah Dastghā'ib (il bisnonno del contemporaneo Ayatollah Dastghā'ib ), vide da lontano una particolare luce provenire dal terreno. Una volte vicino alla fonte luminosa, il viaggiatore si accorse che proveniva da una tomba all'interno di un cimitero. Scavando nella tomba, Ayatollah Dastghā'ib scoprì un corpo con indosso un'armatura scintillante e un anello con scritto "Izzatu Lillah, Ahmad bin Mūsā", (L'orgoglio appartiene a Dio, figlio di Ahmad Musa”): era il luogo di sepoltura dei figli di Mūsā al-Kādhim(settimo imam sciita).  E una struttura fu realizzata a copertura della tomba fino a diventare un edificio più complesso e straordinario, come oggi possiamo ammirarlo, e registrato al n. 363 nella lista dei monumenti nazionali dell'Iran. 

https://www.youtube.com/watch?v=5Nqf8JYXLC8

sabato 28 agosto 2021

Elementi che determinano la nullità nel matrimonio islamico


Un matrimonio può essere dichiarato nullo se sussistono alcune condizioni. 

Le ipotesi sono due:

A) nullità assoluta del contratto di matrimonio nei seguenti casi: 

1)  esistenza di un impedimento legale, parentela o l'allattamento, infatti i due sposi non devono essere stati allattati dalla stessa donna.  

2)  Incapacità dei coniugi, se il marito ha già quattro mogli, e se la donna è già sposata; 

3)  Se il matrimonio viene contratto a tempo, si cadrebbe nell'ipotesi della zina, e non di un vero contratto matrimoniale che non deve essere sottoposto a limiti di tempo 

4)  contratto matrimoniale di un uomo con una donna che lo stesso ha già ripudiato tre volte, infatti dopo tre ripudi detto istituto diviene definitivo. 

5)  Se il contratto matrimoniale viene stipulato con una donna in ritiro per vedovanza, al fine di  determinare la paternità di un eventuale nascituro; 

6)  nullità del contratto matrimoniale stipulato da un uomo musulmano con una donna politeista e quello di un uomo ebreo o cristiano con una donna musulmana.

In questi casi la  nullità non può essere sanata e il Giudice dichiarerà nullo il matrimonio sia consumato che non consumato. 

B) Rescindibilità del contratto matrimoniale qualora :

1)  il termine per il pagamento del dono nuziale è troppo lontano; 

2)  non viene indicata la data per il pagamento del saldo 

3)  il dono nuziale è esplicitamente escluso dal contratto, ciò talvolta può determinare, come si è      detto, la nullità del contratto. 

4)  Il contratto di matrimonio contiene delle clausole contrarie all'istituto stesso, per esempio     non   fare vita in comune o che il marito non avrà l'obbligo di mantenere la moglie. 

In questi casi e altri troppo lunghi da esporre, il contratto matrimoniale potrà essere rescisso su domanda di uno dei contraenti e con decisione di un giudice. Si precisa che il matrimonio è considerato perfetto quando avviene lo scambio dei consensi nei modi fissati dalle legge, la consumazione del matrimonio non è necessaria per la validità dello stesso e per la perfezione del vincolo, infatti qualora il coniuge uomo morisse prima della consumazione la moglie non dovrebbe sottoporsi al ritiro legale e acquisterebbe diritti successori sull'eredità del marito.  

venerdì 2 luglio 2021

Le cascate di Ouzoud

Le cascate di Ouzoud, situate presso il villaggio di Tanaghmeilt, nelle montagne dell'Alto Atlante, a 160 Km da Marrakech, sono le più alte del Marocco e precipitano da un’altezza di 110 metri offrendo uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza. Scendendo poi in basso e seguendo il corso del fiume,El Abid, ci si immerge in un vero e proprio paradiso naturale di rigogliosa vegetazione,Un oasi naturale e lussureggiante, incastrata in una valle rurale tra montagne di arenaria rossa, come rosso è il colore delle acque del fiume, in una valle fertile e incantata dove si trovano ulivi, mandorli, fichi, melograni, frantoi, pecore e scimmie, cascatelle e piscine naturali dove bagnarsi in pieno contatto con la natura. I  Berberi chiamano queste posto le Cascate dei Mulini, proprio per i tanti mulini ad acqua presenti lungo il corso del fiume. È possibile pernottare lungo il fiume immersi nel verde degli ulivi che ricoprono la montagna (in berbero ouzoud significa ulivi): un’oasi di relax e tranquillità dove l'unico rumore è quello dell'acqua che scorre.

https://www.youtube.com/watch?v=Elzti9mtl_0

sabato 5 giugno 2021

Imilchil festival: il festival delle spose.



Tra la seconda e la terza settimana di settembre, nel villaggio berbero di Imilchil, nel cuore dell’Alto Atlante, si svolge una festa davvero insolita per ricordare una storia d’amore, quella di due innamorati divisi dalla appartenenza a due diversi clan: gli Ait Yazza e gli Ait Ibrahim. Tutto nasce da una leggenda, che varia a seconda di chi la racconta, secondo la quale i due amanti, fortemente contrastati dalle loro famiglie, per disperazione piansero talmente tanto da morire.  Le loro lacrime riempirono due laghi ora noti come Isli e Tislit. Ma la tragedia non finisce qui perché le tribù credono infatti che la coppia non sia stata in grado di essere unita neanche nell'aldilà dato che la montagna tra i due laghi li separa nella morte oltre che nella vita e quindi sono condannati a desiderarsi l'uno l'altro eternamente. Sempre secondo la leggenda, le famiglie, distrutte dal senso di colpa, per ricordare ciò che era successo, istituirono una festa durante la quale le ragazze berbere erano libere di scegliere il proprio fidanzato. In questa occasione, chiunque avesse deciso di sposarsi non avrebbe incontrato alcuna opposizione.  Sebbene oggi non si celebrino più matrimoni reali durante il festival, giovani uomini e donne delle varie tribù si incontrano e si fidanzano sposandosi poi in una data successiva da loro scelta in un incontro privato in modo da rispettare le rigide regole sociali riguardo al corteggiamento e al matrimonio. Le donne che partecipano al festival in cerca di un potenziale compagno di vita, accompagnate dai loro padri, vestono con abiti tradizionali e indossano  gioielli  raffinati mentre gli uomini che sono disponibili vestono di bianco. Il suono della musica tradizionale inonda la zona e l'atmosfera è gioiosa. Il festival è anche un'occasione per le tribù locali di vendere le loro merci e di fare scorta prima dei rigidi mesi invernali in montagna. Viene allestito un souk temporaneo, con tende che si estendono in tutto il piccolo villaggio. Per molti anni, il festival è stato un evento chiuso tra tribù, ma con l'aumento del turismo nella zona,  è stato aperto ai visitatori.

lunedì 3 maggio 2021

Ad Aleppo con la musica tarab


Poche cose possono emozionare come la musica. Una sinfonia di Mahler suonata da un’orchestra, una performance di fado portoghese, un concerto blues o un’esibizione di tango… C’è però un altro genere musicale, con una storia centenaria ma meno conosciuto, almeno qui da noi, che è in grado di suscitare emozioni ancora più forti.  Il tarab, musica popolare siriana, pare abbia il potere di lasciare gli ascoltatori in uno stato estatico, simile alla trance. Diffusa in tutto il mondo arabo, specialmente in Egitto e Libano da dove arrivano i musicisti più famosi, il cuore del tarab è però Aleppo: per i suoi abitanti infatti questa musica è nel sangue da secoli ed è considerata come qualcosa di sacro da tutelare. Si dice che l’effetto estatico sia dovuto dalla combinazione di due elementi, da una parte il suono degli strumenti e dall’altro dalle parole. Le canzoni di tarab vengono suonate da diversi strumenti: una sorta di cetra chiamata qanun, un liuto arabo a forma di pera chiamato oud, un lungo flauto chiamato ney e occasionalmente un rebab, lo strumento ad arco più antico del mondo. Sopra le melodie suonate su questi strumenti, i cantanti ripetono, per ore, i versi di alcune antiche poesie (ma non solo), chiamate muwashahat. Ma perché se è diffuso in tutto il mondo arabo e perché se i cantanti più famosi provengono da Egitto e Libano, è Aleppo la culla del tarab? Senz’altro c’entra la posizione della città siriana. Aleppo si trova infatti all’estremità occidentale della Via della Seta, dove sono confluite tradizioni e culture diverse come quelle curde, irachene, turche e dell’Asia centrale ed è qui che sono state scritte le prime muwashahat, introdotte dai mori per la prima volta, ed è grazie agli aleppini se sono rimaste in vita per più di mille anni. Sono loro che le hanno custodite e tramandate.  Inoltre, nella lunga storia del tarab molti nomi famosi, che forse alla maggior parte di noi non dicono nulla, ma che per chi ama o conosce il genere sono considerati dei miti, hanno proprio origine siriane. E chi ha avuto la fortuna di ascoltare un concerto di tarab dal vivo lo descrive come un’esperienza “magica”. La giornalista Helen Russell ha inserito questa esperienza nel suo libro "The Atlas of Happiness, The Global Secrets of How to Be Happy".

https://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/notizie-viaggio/2021/01/10/viaggi-nel-mondo-alla-ricerca-della-felicita-lestasi-ad-aleppo-con-la-musica-tarab

https://www.youtube.com/watch?v=QIeZdZ7dBsM