Il villaggio di Matmata, incastonato tra le aspre montagne della Tunisia meridionale nel governatorato di Gabès, si distingue per la sua straordinaria architettura trogloditica. Le case sono un esempio straordinario di architettura vernacolare e sono state progettate per adattarsi al clima estremo del deserto. Scavate direttamente nel fianco della montagna, queste abitazioni si sviluppano attorno a un cortile centrale a cielo aperto, profondo circa 6-7 metri, che somiglia a un cratere. Dal cortile si accede alle stanze attraverso stretti cunicoli scavati nelle pareti, creando un sistema di grotte interconnesse che includono camere da letto, cucine, salotti e ripostigli. L’ingresso principale avviene spesso tramite una galleria sotterranea che collega il cortile all’esterno, garantendo privacy e protezione.Questa struttura offre un isolamento naturale: le case rimangono fresche d’estate, quando le temperature superano i 40°C, e calde d’inverno, quando le notti possono essere rigide. Gli interni sono semplici, con arredi minimalisti e decorazioni tradizionali, come la mano di Fatima o il simbolo del pesce dipinto sulle porte per protezione. Alcune case dispongono di cisterne per raccogliere l’acqua piovana, un elemento essenziale in un’area arida. Fondato dalla tribù berbera Matmata come rifugio dalle invasioni degli Hilaliani, il nome del villaggio è un omaggio alla sua eredità. Sebbene gran parte della popolazione si sia trasferita a New Matmata a causa dello sviluppo moderno, il villaggio originale rimane un vivido simbolo della cultura tradizionale berbera. Ad aumentare la fama di Matmata è l’hotel Sidi Driss, che ha attirato l’attenzione internazionale come location per le riprese di Star Wars di George Lucas. Questa casa troglodita, raffigurata come residenza della famiglia Lars nel film, illustra perfettamente lo stile architettonico unico del villaggio. Oltre al fascino cinematografico, Matmata offre ai visitatori la possibilità di immergersi nella cultura berbera: le case troglodite, ancora in parte abitate, permettono di scoprire uno stile di vita antico e sostenibile, mentre il paesaggio desertico circostante aggiunge un tocco di magia.
martedì 21 luglio 2026
venerdì 5 giugno 2026
Sharm el Sheikh
Sharm el Sheikh è una località turistica situata sulla costa del Mar Rosso, in Egitto. Conosciuta per le sue spiagge di sabbia bianca e le acque cristalline, questa località egiziana è una meta ideale per chi cerca relax e divertimento. La città però, nasconde anche molte curiosità affascinanti, ad esempio:
il nome Sharm el Sheikh significa “baia dello sceicco” in arabo. La città prende il nome dalla baia che la circonda, che in passato era un luogo di sosta per le carovane che viaggiavano lungo la Via della Seta. Secondo la leggenda, la baia fu scoperta da uno sceicco beduino che vi si stabilì con la sua tribù. Da allora, il luogo prese il nome attuale in onore dello sceicco.
Sharm el Sheikh, da semplice villaggio di pescatori, è diventata nel XX secolo, un importante centro turistico, grazie agli israeliani che nel 1967 costruirono la città di Ofira. Quando il Sinai nel 1982 è ritornato a essere degli egiziani, è iniziato il vero e proprio sviluppo turistico.
La città famosa per le sue spiagge di sabbia bianca e le acque cristalline del Mar Rosso, offre anche alcune curiosità geografiche e naturali.
Una di queste è il Parco Nazionale di Ras Mohammed, situato a pochi chilometri dalla città. Il parco è una riserva naturale che ospita una vasta gamma di flora e fauna, tra cui oltre 200 specie di coralli e 1000 specie di pesci.
Un’altra curiosità del territorio è il Canyon colorato, una gola di roccia multicolore, situato a poca distanza dalla città di Nuweiba nel deserto montano. Il paesaggio che si staglia davanti agli occhi è quello che mescola lo scenario marino tropicale, con quello del deserto e della montagna e in alcuni punti del Canyon, le pareti raggiungono i 40 metri di altezza.
lunedì 27 aprile 2026
Oman : le case dei lucchetti
Disperse tra le montagne del Jebel Harim, in Oman, si ergono le "Bait al Qifl" (case dei lucchetti), case tradizionali che sembrano scolpite nella roccia stessa. Spesso raggiungibili solo attraverso sentieri tortuosi, le "Bait al Qifl” sono chiamate così per il complesso meccanismo di chiusura. Queste case sono costruite con i materiali che la montagna offre: pietre grezze, argilla e legno robusto. Il pavimento si trova a circa un metro sotto il livello della porta di ingresso e i letti e la zona pranzo, sono realizzati su piattaforme rialzate. I mobili e le giare di terracotta riempite di acqua - che in questi luoghi è preziosa come i diamanti - vengono posti dentro l'abitazione prima che sia realizzato il tetto, in modo che durante la stagione estiva, quando le case sono lasciate vuote, nessuno possa saccheggiarle. Le pareti costruite con pietre che raggiungono anche un metro di spessore, garantiscono un isolamento naturale, mantenendo le case fresche durante le torride estati omanite e calde nelle fredde notti invernali. L'argilla, impastata con paglia e acqua, funge da legante, creando una malta resistente che sigilla le fessure e protegge dalle intemperie. Il legno viene utilizzato per le porte e le travi del tetto che poi viene ricoperto di fango. L’architettura è semplice e funzionale. Le case, composte da una o più stanze, sono disposte attorno a un cortile interno che funge da spazio comune. Il tetto, piatto viene utilizzato per essiccare i prodotti agricoli e per riposare durante le calde notti estive. Ma l'elemento più caratteristico delle "Bait al Qifl" sono i loro robusti lucchetti in ferro, che chiudono le porte d’ingresso. Questi lucchetti, spesso di grandi dimensioni e finemente lavorati, non sono solo un simbolo di sicurezza, ma anche un'opera d'arte. Le loro forme elaborate, che richiamano motivi geometrici e floreali, testimoniano l'abilità degli artigiani locali. Ogni lucchetto è unico, un pezzo di storia che racconta la vita e le tradizioni degli abitanti del Jebel Harim.
mercoledì 18 marzo 2026
Il cavallo arabo e la leggenda beduina
Intorno alla nascita del cavallo arabo sono state tramandate leggende molto affascinanti: secondo gli arabi fu Allah che, con una manciata di Vento del Sud, diede vita al Purosangue Arabo, ma esiste anche una leggenda beduina che racconta l’origine di questi purosangue.
Re Salomone, figlio di Davide, era così innamorato delle sue giumente che, per ammirarle, si scordò dell’ora della preghiera al suo Dio. Per espiare il peccato commesso ordinò di ucciderle tutte, ma da questo massacro si salvarono cinque femmine, una di queste gravida partorì un maschio, capostipite della razza. Con i nomi attribuiti alle cinque cavalle si volle descrivere le loro qualità: Koheilan dagli stupendi occhi neri come quelli delle ragazze che usavano truccarsi con il “Kajal”. Obeyan che portava la coda così orgogliosa e alta come il mantello dei beduini “Abaya”. Dahman con il pelo molto scuro “Duhm”. Shuwaimeh con una voglia “Shama”, la cosiddetta “macchia del Profeta” venuta dal sangue versato durante una fuga del Profeta ferito sul collo dalla cavalla. Salgawieh che possedeva al galoppo un’andatura gioiosa e impulsiva “Sagla”. Nacquero così le cinque più importanti famiglie del Purosangue Arabo.
https://www.fieracavalli.it/it/top-news-cavallo-arabo/il-cavallo-arabo-tra-mito-e-realta
mercoledì 18 febbraio 2026
Auguri Ramadan in diverse lingue
mercoledì 24 dicembre 2025
Oman, sapevi che...?
1. L'Oman non ha grattacieli. Gli edifici anche quelli più moderni, sono tutti bassi e donano un senso di ordine architettonico che colpisce. Una legge locale, infatti, stabilisce che nessuna costruzione può superare l’altezza del minareto di Muscat.
giovedì 23 ottobre 2025
Istanbul - Aya Sofia
Aya Sofia, conosciuta anche come Hagia Sophia, o Basilica di Santa Sofia, si trova nel cuore storico di Istanbul, nel quartiere di Sultanahmet vicina ad altre attrazioni importanti, come la Moschea Blu, il Palazzo Topkapi e il Gran Bazar ed è un simbolo dell'incontro tra islam e cristianesimo. Costruita nel 537 d.C. come cattedrale patriarcale della città di CostantinopolI per volere dell'Imperatore Giustiniano I, è stata successivamente convertita in moschea. Per quasi mille anni, è stata la chiesa più grande del mondo e un centro importante del cristianesimo ortodosso. Nel 1453, con la conquista ottomana di Costantinopoli, Aya Sofia fu convertita in moschea per volere del sultano Mehmed II e divenne un simbolo dell’Islam. L'architettura di Aya Sofia è un esempio straordinario di ingegneria bizantina. La sua imponente cupola è una delle caratteristiche più distintive dell'edificio. La struttura combina elementi di architettura romana e orientale. Le decorazioni interne, con mosaici dorati e calligrafie islamiche, riflettono la storia multiculturale di Aya Sofia. I mosaici bizantini che decorano le pareti e le cupole realizzati con tessere di vetro e oro, rappresentano scene religiose cristiane, come la Vergine Maria con il Bambino Gesù e Cristo Pantocratore. Durante il periodo ottomano, molti di questi mosaici furono coperti con intonaco, ma fortunatamente sono stati riportati alla luce grazie a restauri successivi. Quando Aya Sofia fu convertita in moschea, furono aggiunti numerosi elementi architettonici e decorativi islamici. Tra questi, i minareti costruiti intorno all'edificio, il mihrab (nicchia di preghiera) orientato verso la Mecca e i grandi medaglioni calligrafici con i nomi di Allah, Maometto e dei primi califfi islamici. Nel 1935, il governo della Repubblica Turca trasformò Aya Sofia in un museo, aperto a visitatori di tutto il mondo. Questa decisione mirava a preservare e valorizzare il significato storico e culturale dell'edificio, rendendolo un simbolo di tolleranza e dialogo tra le religioni. Aya Sofia è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall’UNESCO. Nel 2020, Aya Sofia è stata riconvertita in moschea e nonostante il ritorno al culto islamico, l'edificio rimane aperto a tutti i visitatori, continuando a rappresentare un punto di incontro tra le due fedi. Aya Sofia è avvolta da numerose curiosità e leggende. Ad esempio, si dice che l'Imperatore Giustiniano abbia esclamato "Salomone, ti ho superato!" al completamento della basilica, riferendosi al tempio di Salomone a Gerusalemme. Un'altra leggenda racconta che la colonna "piangente" all'interno della moschea abbia poteri miracolosi di guarigione.
rif : https://www.sivola.it/news/article/aya-sofia-unione-di-due-fedi-ad-istanbul
venerdì 26 settembre 2025
Le rocce dipinte
Posizionata a sud del Marocco, la cittadina di Tafraoute conta circa 5mila anime. É un centro piccolissimo incastonato in una vallata ai piedi del monte Djebel Lkest nella catena delle Anti Atlante, ma a circa 8 km, in una zona desertica usata anche come set per numerosi film, vi sono le famose “rocce dipinte”. Si tratta di un’opera d’arte abbastanza recente (risale a meno di 40 anni fa, 1984), realizzata da Jean Verane, scultore belga, che ha usato ben 18 tonnellate di vernice per dipingere alcune rocce della zona, riprendendo lo stile di una sua opera precedente, ossia “il deserto blu del Sinai”. Il Deserto Blu è un'installazione artistica nel deserto del Sinai, situata vicino a Dahab, dove l'artista, nel 1980, ha dipinto di blu un tratto di deserto per celebrare la pace. L'opera rappresenta un'esperienza surreale con le rocce azzurre che contrastano con la sabbia dorata e il cielo. L'artista usò dieci tonnellate di vernice, un regalo delle Nazioni Unite, per creare questa linea di pace e trasformare il deserto in una tela a cielo aperto.
sabato 23 agosto 2025
Dubai Frame: la cornice di Dubai
mercoledì 23 luglio 2025
La leggenda dell' Occhio di Allah
Nonostante il nome, l’origine dell’Occhio di Allah, conosciuto anche come Nazar Boncuk o “Occhio Turco”, non è strettamente religiosa, ma affonda le radici in antiche credenze popolari e leggende, specialmente in Turchia. È un amuleto la cui funzione principale è proteggere dal malocchio. Si narra che, in tempi antichi, le persone con occhi chiari (una rarità in alcune regioni del Mediterraneo) fossero considerate capaci di lanciare involontariamente il malocchio, ovvero sguardi carichi di invidia o negatività che potevano portare sfortuna. Per contrastare questa influenza, si pensò ad un amuleto protettivo che potesse “assorbire” e deviare le energie negative, nacque cosi l’ Occhio di Allah. Una delle leggende più famose racconta di un masso inamovibile che nessun uomo, nemmeno con la dinamite, riusciva a spostare. Un giorno, un abitante del villaggio noto per il suo sguardo “pesante” passò di lì e, guardando il masso, esclamò: “Che roccia grande!”. Immediatamente, il masso si frantumò in mille pezzi. Questo evento diede origine alla convinzione che uno sguardo, anche se non intenzionalmente malevolo, potesse avere un potere distruttivo, e che un “occhio” benevolo potesse contrastarlo. Il colore blu intenso è una caratteristica distintiva dell’ Occhio di Allah e questo non è casuale. In molte culture antiche, il blu era associato al cielo e all’acqua, elementi considerati sacri e protettivi.Si credeva che il blu potesse allontanare le energie negative e portare calma e serenità. Un aspetto interessante della credenza sull’Occhio di Allah è che, se l’amuleto si rompe o si incrina, non è un segno di sfortuna, ma esattamente il contrario! Si ritiene che l’ Occhio abbia svolto il suo compito, assorbendo un attacco di malocchio o una grande quantità di energia negativa destinata a te. Rompendosi, ha sacrificato se stesso per proteggerti. È quindi il momento di sostituirlo con un nuovo talismano.
giovedì 12 giugno 2025
Essere genitori nel mondo arabo
martedì 6 maggio 2025
10 curiosità sullo Yemen
Lo Yemen è una terra di antiche civiltà, paesaggi mozzafiato e tradizioni millenarie, ma è anche uno dei Paesi più poveri del Medio Oriente. Ha subito varie catastrofi naturali e provocate dall’uomo ma nonostante tutto questo il fascino di questo paese rimane intatto per i viaggiatori più intrepidi. Ecco 10 curiosità su questa terra.
1- L’Architettura di Shibam: la “Manhattan del Deserto”
Shibam, una città nell'Hadramaut, è conosciuta per i suoi grattacieli in mattoni di fango che risalgono a più di 500 anni fa. Questi edifici torreggianti, fino a otto piani, hanno guadagnato alla città il soprannome di "Manhattan del deserto". Un esempio straordinario di architettura sostenibile e antica.
2- La varietà di paesaggi dello Yemen
Dalle montagne verdeggianti di Jabal Haraz ai deserti infiniti del Rub' al-Khali, lo Yemen offre una straordinaria varietà di paesaggi. L’isola di Socotra, parte dello Yemen, è un vero paradiso della biodiversità, con specie vegetali e animali che non si trovano in nessun’altra parte del mondo.
3- Le Sorgenti Calde di Dhamar
Le sorgenti termali di Dhamar sono uno dei segreti meglio custoditi dello Yemen. Si dice che le acque di queste sorgenti abbiano proprietà curative e siano un luogo di relax per i viaggiatori locali e internazionali.
4- Sana’a: la città vecchia Patrimonio dell’Umanità
Sana’a, capitale dello Yemen, ospita uno dei centri storici più antichi e meglio conservati del mondo arabo. Le sue case torreggianti, decorate con intricati intonaci bianchi, risalgono a più di 2.500 anni fa.
5- L’Ospedale della Montagna di Ta’izz
Ta'izz, una delle città più grandi dello Yemen, è nota per il suo ospedale montano costruito in cima a una collina. Da qui si può godere di una vista mozzafiato della città e delle vallate circostanti, mentre l'ospedale offre cure essenziali in una posizione davvero unica.
6- Jambiya: più di una semplice arma
Il Jambiya è un pugnale ricurvo indossato dagli uomini yemeniti come simbolo di status e onore. Ogni Jambiya è considerata un prezioso oggetto di famiglia, passato di generazione in generazione.
7- Il Qat: pianta e tradizione sociale
Il qat è una sostanza profondamente integrata all’interno della cultura yemenita. Mentre nella maggior parte dei Paesi occidentali è considerata una sostanza illegale, nel sud-ovest dell’Arabia, questo stimolante è sempre presente nelle occasioni sociali e viene venduto come un qualsiasi altro prodotto, nonostante i tentativi da parte delle autorità locali e dei gruppi fondamentalisti di bloccarne la dizione ben radicata nelle terre montuose del Paese.
9- La musica Yemenita
La musica yemenita è un mix unico di influenze arabe e africane. La tradizione musicale è parte integrante della vita quotidiana, con strumenti tradizionali come l’oud che accompagnano canti e danze durante le celebrazioni.
10- La leggendaria Regina di Saba
L'antica città di Ma’rib, capitale del Regno di Saba, è famosa per la leggenda della Regina di Saba. Secondo la Bibbia e il Corano, questa potente regina visitò re Salomone con un corteo di ricchezze e misteri. Oggi, Ma’rib ospita imponenti rovine e il famoso Grande Diga di Ma’rib, un capolavoro ingegneristico dell'antichità.
mercoledì 19 marzo 2025
La danza Al Ayyala
giovedì 27 febbraio 2025
Le date del Ramadan
Ogni anno le date del mese sacro per i musulmani variano. Corrispondono al calendario islamico e vengono determinate dopo l'osservazione del ciclo lunare. Questo fine settimana inizia il Ramadan, uno dei cinque pilastri dell'Islam, insieme alla preghiera, all'elemosina, al pellegrinaggio alla Mecca e alla professione di fede. Ma quando esattamente? Venerdì 28 febbraio o sabato 1 marzo? Esistono due modi per determinare questi giorni. L'usanza vuole che l'inizio e la fine del Ramadan vengano solitamente comunicati in occasione della "notte del dubbio", attraverso l'osservazione del cielo, per confermare la presenza della luna crescente che segna l'ingresso nel nono mese del calendario islamico, avvalendosi di strumenti astronomici e osservatori sparsi in diversi paesi musulmani, che conservano questa usanza. La seconda si basa su calcoli scientifici che permettono di prevedere con centinaia di anni di anticipo il momento in cui apparirà la nuova mezzaluna. Secondo il teologo e sociologo Omero Marongiu-Perria, questo metodo, adottato ufficialmente in Turchia e Malesia, viene sempre più introdotto anche in altri paesi musulmani. Per quest'anno 2025, anno 1446 del calendario egiriano, la notte del dubbio è prevista per venerdì 28 febbraio perché il calendario lunare islamico è diverso dal calendario solare gregoriano: i cicli lunari che determinano i mesi sono più corti di circa dieci giorni (da dieci a dodici giorni in meno), di conseguenza le date di inizio e fine del Ramadan vengono spostate indietro di circa dieci giorni ogni anno.
Sabato 1 marzo sarà l'inizio del mese sacro
Ramadan Kareem
a tutti i musulmani
mercoledì 29 gennaio 2025
Yemen: Haid Al-Jazil
Haid Al-Jazil è un villaggio arroccato su un masso a 350 piedi dal suolo. Si trova a Wadi Dawan, nella valle desertica dello Yemen, uno degli ambienti più ostili al mondo. In tutto il Paese non ci sono fiumi o laghi permanenti e l’unica fonte di acqua per le persone che vivono lontano dalla costa si presenta sotto forma di queste valli fluviali stagionali chiamate wadi che si riempiono d'acqua in determinati periodi dell'anno. Per questo motivo, vengono costruiti villaggi come Haid Al-Jazil al fine di sfruttare la maggior parte di queste fonti d'acqua temporanee. Le case di Haid Al-Jazil sono costruite con mattoni di fango e i pavimenti in legno separano un piano dall’ altro. Sebbene possano sembrare delle costruzioni “fragili”, sono in grado di resistere alle stagioni delle piogge che minacciano di lavare via tutto. Vengono costantemente ristrutturate e gli abitanti hanno sviluppato tecniche che consentono di realizzare case anche di 11 piani; alcune di esse esistono da più di 500 anni. La struttura geologica dei wadi rende le case estremamente calde, infatti questa valle desertica cinta da mura su entrambi i lati, trattiene il calore e tiene fuori la brezza. Altri villaggi simili a Haid Al-Jazil sono sparsi nel deserto dello Yemen. La città più famosa nei pressi del Wadi Hadramaut è Shibam, chiamata anche "la Manhattan del deserto".




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